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	<title>Spunti e Riflessioni &#8211; Three60 Changemakers</title>
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	<title>Spunti e Riflessioni &#8211; Three60 Changemakers</title>
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		<title>Un dono per un futuro assieme</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Annalisa Bardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2020 11:46:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spunti e Riflessioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Stiamo vivendo tutti una situazione particolarmente difficile, una situazione nella quale nessuno di noi si è mai trovato prima&#8230; Tutto va reinventato. La nostra abitudine a muoverci e a spostarci, il nostro modo di comportarci e di relazionarci con gli altri, l’organizzazione delle nostre giornate. I nostri eventi e molti nostri incontri sono saltati ma noi stiamo ancora lavorando cercando di...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Stiamo vivendo tutti una situazione particolarmente difficile, una situazione nella quale nessuno di noi si è mai trovato prima&#8230;</p>
<p><strong>Tutto va reinventato</strong>. La nostra abitudine a muoverci e a spostarci, il nostro modo di comportarci e di relazionarci con gli altri, l’organizzazione delle nostre giornate.</p>
<p>I nostri eventi e molti nostri incontri sono saltati ma noi <strong>stiamo ancora lavorando cercando di interpretare in modo nuovo e diverso il nostro lavoro</strong>.</p>
<p>Ci stiamo domandando anche come <strong>noi possiamo contribuire</strong> a far star meglio le persone. Un modo potrebbe essere quello di offrire la nostra esperienza a beneficio di altri.</p>
<p>Per cui siamo ad offrirti <strong>una sessione gratuita di coaching</strong> che ti potrà servire per meglio vivere questo momento così difficile.</p>
<p>E’ un regalo che facciamo con il cuore perché sappiamo che seminando oggi raccoglieremo tutti domani frutti vitali e generosi. Che ne dici?</p>
<p>La sessione ovviamente potrai farla <strong>on line comodamente da casa tua</strong>!</p>
<p>Contattaci compilando il form di seguito o <a href="mailto:info@three60changemakers">cliccando qui</a>! </p>
<p>Annalisa e Marzia</p>
<p>&nbsp;</p>
[contact-form-7]
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		<title>Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare- E’ vero?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marzia Iori]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Nov 2018 18:18:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spunti e Riflessioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Ci poniamo degli obiettivi ma poi li dimentichiamo,  siamo distolti da altri o da noi stessi. Un bellissimo pezzo scritto da Pessoa descrive questo momento: Quando sono sdraiato nella mia poltrona e solo un tenue filo mi lega alla vita, con quale chiarezza descrivo la mia riflessione, dettandoli all’inerzia, i paesaggi che non potrò mai narrare e le frasi che...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="font-weight: 400;">Ci poniamo degli obiettivi ma poi li dimentichiamo,  siamo distolti da altri o da noi stessi.</span></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Un bellissimo pezzo scritto da Pessoa descrive questo momento:</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Q</span><i><span style="font-weight: 400;">uando sono sdraiato nella mia poltrona e solo un tenue filo mi lega alla vita, con quale chiarezza descrivo la mia riflessione, dettandoli all’inerzia, i paesaggi che non potrò mai narrare e le frasi che non scriverò mai! Scandisco periodi interi, perfetti in ogni loro parola; ascolto trame di drammi che esistono nella mia immaginazione; seguo verso per verso la scansione ritmica di interi poemi…Ma se mi muovo dalla poltrona dove alimento queste sensazioni quasi perfette e mi siedo al tavolo per scriverle, le parole svaniscono, e i drammi si interrompono; e di quel nesso vitale che univa il mormorio del ritmo, resta soltanto una remota nostalgia, una traccia di sole su mari lontani, un vento che fa mulinellare le foglie su una soglia deserta, una parentela mai rivelata, i piaceri degli altri, la donna che speravamo ci avrebbe rivolto il suo sguardo e che invece non esiste.</span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;"><img loading="lazy" class=" wp-image-2166 alignleft" src="http://www.three60changemakers.it/wp-content/uploads/2018/11/javardh-1056972-unsplash-240x300.jpg" alt="" width="265" height="331" srcset="https://www.three60changemakers.it/wp-content/uploads/2018/11/javardh-1056972-unsplash-240x300.jpg 240w, https://www.three60changemakers.it/wp-content/uploads/2018/11/javardh-1056972-unsplash-768x960.jpg 768w, https://www.three60changemakers.it/wp-content/uploads/2018/11/javardh-1056972-unsplash-819x1024.jpg 819w, https://www.three60changemakers.it/wp-content/uploads/2018/11/javardh-1056972-unsplash.jpg 1024w" sizes="(max-width: 265px) 100vw, 265px" />Ho avuto tutti i progetti possibili. L’Iliade che ho composto possedeva la logica di un’ispirazione e una successione ferrea di episodi sconosciuti a Omero. Al confronto con la studiata perfezione dei miei versi inesistenti l’esattezza di Virgilio è povera e la forza di Milton è fiacca. Le mie allegorie satiriche sono superiori a Swift per la precisione simbolica e la perfezione dei dettagli. E quanti Orazi sono stato!</span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Ma ogni volta che mi alzo dalla poltrona dove queste cose ebbero un’esistenza che non è solo l’esistenza del sogno, provo la duplice tragedia di sapere che non esistono e che non sono state solo un sogno: che qualcosa di esse sopravvive sulla soglia astratta del mio averle pensate e del loro essere state.</span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Sono stato un genio in qualcosa di più che nel sogno e in qualcosa di meno che nella vita. La mia tragedia è questa: essere l’atleta che è caduto un attimo prima del filo di lana, mentre guidava la corsa”.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">(Fernando Pessoa, “Il libro dell’’inquietudine”)</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se nasce una riflessione condividiamola , siamo coach e ci farebbe piacere aiutarti a vivere quel breve lasso di tempo fra il momento in cui progetti e l’attimo dopo i cui tali pensieri cadono magari un centimetro prima del filo di lana del traguardo .</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La rabbia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marzia Iori]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Nov 2018 14:43:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spunti e Riflessioni]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; “La nostra vita emotiva mappa la nostra incompletezza &#8220;, ha scritto la filosofa Martha Nussbaum nella sua luminosa lettera di consigli ai giovani. &#8220;Una creatura senza bisogni non avrebbe mai motivi per paura, dolore, speranza o rabbia.&#8221; La rabbia, infatti, è una delle emozioni che giudichiamo più duramente &#8211; negli altri, così come in noi stessi &#8211; e tuttavia...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>“La nostra vita emotiva mappa la nostra incompletezza &#8220;, ha scritto la filosofa Martha Nussbaum nella sua luminosa lettera di consigli ai giovani. &#8220;Una creatura senza bisogni non avrebbe mai motivi per paura, dolore, speranza o rabbia.&#8221; La rabbia, infatti, è una delle emozioni che giudichiamo più duramente &#8211; negli altri, così come in noi stessi &#8211; e tuttavia la comprensione della rabbia è fondamentale per mappare il paesaggio delle nostre vite interiori. Aristotele, nel piantare il seme della civiltà per la saggezza pratica, lo riconobbe quando chiedeva se la rabbia è &#8220;buona&#8221; o &#8220;cattiva&#8221;, e come deve essere usata: diretta a chi, manifestata come, per quanto tempo e fino a che punto.</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questa sottovalutata qualità di rabbia per la mappatura delle anime è ciò che il poeta e filosofo inglese David Whyte esplora in una sezione di </span><i><span style="font-weight: 400;">Consolazioni: il sollievo, il nutrimento e il significato sottostante delle parole comuni., <a href="https://www.amazon.it/exec/obidos/ASIN/1932887369/petewill04-21" target="_blank" rel="noopener">https://www.amazon.it/exec/obidos/ASIN/1932887369/petewill04-21</a></span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><img loading="lazy" class="wp-image-2157 alignright" src="http://www.three60changemakers.it/wp-content/uploads/2018/11/mwangi-gatheca-709374-unsplash-240x300.jpg" alt="" width="297" height="371" srcset="https://www.three60changemakers.it/wp-content/uploads/2018/11/mwangi-gatheca-709374-unsplash-240x300.jpg 240w, https://www.three60changemakers.it/wp-content/uploads/2018/11/mwangi-gatheca-709374-unsplash-768x960.jpg 768w, https://www.three60changemakers.it/wp-content/uploads/2018/11/mwangi-gatheca-709374-unsplash-819x1024.jpg 819w, https://www.three60changemakers.it/wp-content/uploads/2018/11/mwangi-gatheca-709374-unsplash.jpg 1024w" sizes="(max-width: 297px) 100vw, 297px" />Molte delle meditazioni di Whyte invertono la comprensione comune di ogni parola e staccano la superficie per rivelare il significato più profondo, spesso controintuitivo &#8211; In nessun altro luogo più che nel suo saggio sulla rabbia. Whyte scrive:</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La rabbia è la forma più profonda di compassione, per un altro, per il mondo, per il sé, per una vita, per il corpo, per una famiglia e per tutti i nostri ideali, tutti vulnerabili e tutti, forse in procinto di essere feriti. Spogliata della prigionia fisica e della reazione violenta, la rabbia è la forma più pura di cura, la fiamma vivente interna della rabbia illumina sempre a che cosa apparteniamo, ciò che desideriamo proteggere e ciò di cui siamo disposti a rischiare di noi stessi. Ciò che di solito chiamiamo rabbia è solo ciò che rimane della sua essenza quando siamo sopraffatti dalla sua vulnerabilità, quando raggiunge la superficie perduta della nostra mente o l&#8217;incapacità del nostro corpo a tenerla, o quando tocca i limiti della nostra comprensione. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">What we name as anger is actually only the incoherent physical incapacity to sustain this deep form of care in our outer daily life; the unwillingness to be large enough and generous enough to hold what we love helplessly in our bodies or our mind with the clarity and breadth of our whole being.</span></p>
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		<title>L’uomo dalla memoria perfetta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marzia Iori]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Nov 2018 00:44:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spunti e Riflessioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Sapeva le forme delle nuvole australi dell’alba del 30 aprile 1882 e poteva paragonarle nel ricordo con le venature di un libro rilegato in pelle che aveva visto una sola volta e con il tracciato della schiuma che un remo sollevò nel Rio Negro alla vigilia dell’impresa del Quebracho. Quei ricordi non erano semplici, ogni immagine visiva era legata a...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Sapeva le forme delle nuvole australi dell’alba del 30 aprile 1882 e poteva paragonarle nel ricordo con le venature di un libro rilegato in pelle che aveva visto una sola volta e con il tracciato della schiuma che un remo sollevò nel Rio Negro alla vigilia dell’impresa del Quebracho.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><img loading="lazy" class="aligncenter size-medium wp-image-2154" src="http://www.three60changemakers.it/wp-content/uploads/2018/11/8B8E570F-241A-4176-A95B-A155CAD36C21-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.three60changemakers.it/wp-content/uploads/2018/11/8B8E570F-241A-4176-A95B-A155CAD36C21-300x225.jpeg 300w, https://www.three60changemakers.it/wp-content/uploads/2018/11/8B8E570F-241A-4176-A95B-A155CAD36C21-768x576.jpeg 768w, https://www.three60changemakers.it/wp-content/uploads/2018/11/8B8E570F-241A-4176-A95B-A155CAD36C21.jpeg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quei ricordi non erano semplici, ogni immagine visiva era legata a sensazioni muscolari, termiche, ecc. Poteva ricostruire tutti i sogni, tutti i dormiveglia. Due o tre volte aveva ricostruito un giorno interno; non aveva mai esitato, ma ogni ricostruzione aveva richiesto un giorno intero. Mi disse:”Ho più ricordi io da solo di quanti ne avranno avuti tutti gli uomini da che mondo è mondo”.(..) Sospetto, tuttavia, che non fosse molto capace di pensare. Pensare significa dimenticare differenze, significa generalizzare, astrarre. Nel mondo stipato di Funes, non c’erano altro che dettagli, quasi immediati.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Jorge Luis Borges </span><i><span style="font-weight: 400;">Funes o della memoria</span></i><span style="font-weight: 400;">, in </span><i><span style="font-weight: 400;">Finzioni</span></i><span style="font-weight: 400;"> (1944) </span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il pesce è l’ultimo a scoprire l’acqua</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marzia Iori]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Oct 2018 11:46:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spunti e Riflessioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Forse conoscete il proverbio francese &#8220;il pesce è l’ultimo a scoprire l’acqua&#8220;. Avete mai pensato a cosa voglia dire?  Per il pesce l’acqua, semplicemente, è ,E’ il suo ambiente. Lo circonda. E’ così immerso nella sua presenza da non essere consapevole della sua esistenza &#8211; finchè non diventa inquinata o viene a mancare. Allora le conseguenze immediate e drammatiche mettono...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;"><i><img loading="lazy" class=" wp-image-2145 alignright" src="http://www.three60changemakers.it/wp-content/uploads/2018/10/photo-1504853593898-da2df34488ec-225x300.jpeg" alt="" width="259" height="345" srcset="https://www.three60changemakers.it/wp-content/uploads/2018/10/photo-1504853593898-da2df34488ec-225x300.jpeg 225w, https://www.three60changemakers.it/wp-content/uploads/2018/10/photo-1504853593898-da2df34488ec-768x1024.jpeg 768w, https://www.three60changemakers.it/wp-content/uploads/2018/10/photo-1504853593898-da2df34488ec.jpeg 1024w" sizes="(max-width: 259px) 100vw, 259px" /></i>Forse conoscete il proverbio francese &#8220;<strong>il pesce è l’ultimo a scoprire l’acqua</strong>&#8220;. Avete mai pensato a cosa voglia dire? </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per il pesce l’acqua, semplicemente, </span><i><span style="font-weight: 400;"><strong>è</strong> ,</span></i><span style="font-weight: 400;">E’ il suo ambiente. Lo circonda.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E’ così immerso nella sua presenza da non essere consapevole della sua esistenza &#8211; finchè non diventa inquinata o viene a mancare. Allora le conseguenze immediate e drammatiche mettono subito in evidenza il fatto che la qualità dell’acqua è assolutamente vitale al benessere dei pesci, che senza di essa morirebbero.</span></p>
<h3><span style="font-weight: 400;">Allo stesso modo noi esseri umani siamo gli ultimi a scoprire la fiducia.</span></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">La fiducia è parte integrante del tessuto sociale. Ne siamo dipendenti. La diamo per scontata &#8211; a meno che non la inquiniamo o la distruggiamo. Solo allora ci rendiamo bruscamente conto di come la fiducia sia vitale al nostro benessere, come l’acqua ai pesci. Senza fiducia la società si chiude e, alla fine, si autodistrugge. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I</span><i><span style="font-weight: 400;">l commercio muore nel momento in cui gli uomini non hanno fiducia gli uni negli altri.<br />
</span></i><i><span style="font-weight: 400;">Henry Ward Beecher autore americano del XX secolo </span></i></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>le 5 onde del modello di fiducia di Covey.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marzia Iori]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Oct 2018 09:56:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spunti e Riflessioni]]></category>
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<li dir="ltr" style="line-height: 1.295;">
<h2><span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: #222222; background-color: transparent; font-weight: bold; font-variant-ligatures: normal; font-variant-east-asian: normal; font-variant-position: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;">Fiducia in sè stessi</span></h2>
</li>
<li dir="ltr" style="line-height: 1.295;">
<h2><span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: #222222; background-color: transparent; font-weight: bold; font-variant-ligatures: normal; font-variant-east-asian: normal; font-variant-position: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;">Fiducia nelle relazioni</span></h2>
</li>
<li dir="ltr" style="line-height: 1.295;">
<h2><span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: #222222; background-color: transparent; font-weight: bold; font-variant-ligatures: normal; font-variant-east-asian: normal; font-variant-position: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;">Fiducia aziendale</span></h2>
</li>
<li dir="ltr" style="line-height: 1.295;">
<h2><span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: #222222; background-color: transparent; font-weight: bold; font-variant-ligatures: normal; font-variant-east-asian: normal; font-variant-position: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;">Fiducia del mercato</span></h2>
</li>
<li dir="ltr" style="line-height: 1.295;">
<h2><span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: #222222; background-color: transparent; font-weight: bold; font-variant-ligatures: normal; font-variant-east-asian: normal; font-variant-position: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;">Fiducia sociale</span></h2>
</li>
</ol>
<h2></h2>
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		<h2 dir="ltr" style="line-height: 1.295; margin-top: 6pt; margin-bottom: 6pt;"><span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: #222222; background-color: transparent; font-variant-ligatures: normal; font-variant-east-asian: normal; font-variant-position: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"><strong>Abbiamo bisogno di ricreare fiducia</strong> </span></h2>
<p dir="ltr" style="line-height: 1.295; margin-top: 6pt; margin-bottom: 6pt;"><span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: #222222; background-color: transparent; font-variant-ligatures: normal; font-variant-east-asian: normal; font-variant-position: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;">La fiducia nelle istituzioni (governo, mass media, affari, chiese, partiti politici ecc) è calata rispetto alla scorsa generazione.</span></p>
<p dir="ltr" style="line-height: 1.295; margin-top: 6pt; margin-bottom: 6pt;"><span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: #222222; background-color: transparent; font-variant-ligatures: normal; font-variant-east-asian: normal; font-variant-position: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;">La fiducia tra le persone è calata ancora di più. Una ricerca fatta dal sociologo David Halpen rivela che quarant’anni fa in Gran Bretagna il 60% della popolazione pensava che ci si potesse fidare degli altri, oggi la percentuale è scesa al 29%.</span></p>
<p dir="ltr" style="line-height: 1.295; margin-top: 6pt; margin-bottom: 6pt;"><span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: #222222; background-color: transparent; font-variant-ligatures: normal; font-variant-east-asian: normal; font-variant-position: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;">A livello aziendale solo il 51% degli impiegati ha fiducia e conta sui propri superiori , solo il 36% degli impiegati pensa che i suoi leader agiscano con onestà e coerenza.</span></p>
<p dir="ltr" style="line-height: 1.295; margin-top: 6pt; margin-bottom: 6pt;"><span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: #222222; background-color: transparent; font-variant-ligatures: normal; font-variant-east-asian: normal; font-variant-position: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;">Il primo grande passo è ri-creare fiducia . secondo le 5 onde,  che ne dite? </span></p>
<p> </p>
	</div>
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</div></div>
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		<title>La Verità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marzia Iori]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Oct 2018 09:26:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spunti e Riflessioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Due settimane fa ho partecipato al Festival della Filosofia di Modena Sassuolo e Carpi. Il tema di questa edizione era la Verità. &#160; Recalcati nella sua esposizione si è rifatto al mito di Edipo dicendo che l’immagine del figlio maledetto che uccide il padre e genera con la madre, va riletta. Noi nella nostra vita possiamo non essere madri, padri,...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Due settimane fa ho partecipato al Festival della Filosofia di Modena Sassuolo e Carpi. </span></p>
<h3><span style="font-weight: 400;">Il tema di questa edizione era la Verità.</span></h3>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_2129" style="width: 380px" class="wp-caption alignright"><img aria-describedby="caption-attachment-2129" loading="lazy" class=" wp-image-2129" src="http://www.three60changemakers.it/wp-content/uploads/2018/10/cq5dam.web_.1280.1280-293x300.jpeg" alt="" width="370" height="379" srcset="https://www.three60changemakers.it/wp-content/uploads/2018/10/cq5dam.web_.1280.1280-293x300.jpeg 293w, https://www.three60changemakers.it/wp-content/uploads/2018/10/cq5dam.web_.1280.1280-768x788.jpeg 768w, https://www.three60changemakers.it/wp-content/uploads/2018/10/cq5dam.web_.1280.1280-998x1024.jpeg 998w, https://www.three60changemakers.it/wp-content/uploads/2018/10/cq5dam.web_.1280.1280.jpeg 1024w" sizes="(max-width: 370px) 100vw, 370px" /><p id="caption-attachment-2129" class="wp-caption-text">Edipo e la Sfinge<br />Ceramica dipinta a figure rosse.<br />Circa 470 a.C</p></div>
<p><span style="font-weight: 400;">Recalcati nella sua esposizione si è rifatto al mito di Edipo dicendo che l’immagine del figlio maledetto che uccide il padre e genera con la madre, va riletta. Noi nella nostra vita possiamo non essere madri, padri, ma tutti noi siamo FIGLI. Essere Figli implica  due elementi </span></p>
<ol>
<li style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">tutti noi dipendiamo da altri- la vita ci viene data da altri e siamo in relazione</span></li>
<li style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">tutti noi ci dobbiamo confrontare con le nostre origini che sono a noi sconosciute.</span></li>
</ol>
<p><span style="font-weight: 400;">  Non sappiamo perchè siamo qui .</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Alla sua nascita il padre di Edipo Laio apprende che verrà ucciso dal figlio e per questo lo fa allontanare con l’ordine di ucciderlo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Edipo sopravvive a questo ordine e verrà consegnato ad una famiglia regale per la sua crescita.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Una volta cresciuto , un giorno incontra ad un bivio (metafora del bivio della vita) Laio, non sapendo che è suo padre . Entrambi vogliono passare . Il padre vuole passare per primo ed allora Edipo lo uccide.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Edipo non conosce le sue origini, non sa di aver ucciso il padre.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il padre vuol passare per primo, che significa oggi ai giorni nostri? L’incapacità dei padri di vedere i lori limiti, di volerli travalicare e quindi non saperli trasmettere ai figli.  Il non sapere cedere la strada al figlio , alla nuova generazione alla vita che avanza . Il senso di eternità ci fa dimenticare la nostra limitata vita. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Gli adulti che si mettono in competizioni con i giovani e non sanno cedere loro il passo. Che esempio pratico di vita quotidiana vi viene ? A me tanti …  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">      </span></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Le emozioni e la cultura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marzia Iori]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Sep 2018 17:59:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spunti e Riflessioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Le emozioni o sentimenti contribuiscono al processo culturale  in tre modi . come motivazione della creazione intellettuale in quanto provocano la rilevazione e la diagnosi delle carenze omeostatiche in quanto identificano gli stati desiderabili meritevoli di sforzo creativo come rivelatori del successo o del fallimento degli strumenti e delle pratiche culturali come mediatori delle correzioni richieste dal processo culturale nel...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="font-weight: 400;">Le emozioni o sentimenti contribuiscono al processo culturale  in tre modi .</span></h2>
<ol>
<li style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">come motivazione della creazione intellettuale<img loading="lazy" class=" wp-image-2124 alignright" src="http://www.three60changemakers.it/wp-content/uploads/2018/09/photo-1527018609937-2ab6154b7197-206x300.jpeg" alt="" width="373" height="543" srcset="https://www.three60changemakers.it/wp-content/uploads/2018/09/photo-1527018609937-2ab6154b7197-206x300.jpeg 206w, https://www.three60changemakers.it/wp-content/uploads/2018/09/photo-1527018609937-2ab6154b7197-768x1117.jpeg 768w, https://www.three60changemakers.it/wp-content/uploads/2018/09/photo-1527018609937-2ab6154b7197-704x1024.jpeg 704w, https://www.three60changemakers.it/wp-content/uploads/2018/09/photo-1527018609937-2ab6154b7197.jpeg 1024w" sizes="(max-width: 373px) 100vw, 373px" /> </span>
<ol>
<li style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">in quanto provocano la rilevazione e la diagnosi delle carenze omeostatiche<br />
</span></li>
<li style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">in quanto identificano gli stati desiderabili meritevoli di sforzo creativo</span></li>
</ol>
</li>
<li style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">come rivelatori del successo o del fallimento degli strumenti e delle pratiche culturali </span></li>
<li style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">come mediatori delle correzioni richieste dal processo culturale nel corso del tempo<br />
</span></li>
</ol>
<p><span style="font-weight: 400;">Le emozioni o/e sentimenti stimolano soluzioni culturali intelligenti a problemi posti dalla condizione umana grazie alla dinamica dell’omeostasi </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’omeostasi è l’insieme fondamentale di operazioni al cuore della vita. E</span><b>’ </b><span style="font-weight: 400;">il potente imperativo, inconsapevole e inespresso, il cui assolvimento implica per ogni organismo vivente, piccolo o grande che sia, il semplice perdurare e prevalere</span><b>. </b><span style="font-weight: 400;">La parte dell’imperativo dell’omeostasi riguardante il</span><b> “perdurare”</b><span style="font-weight: 400;">è chiara: genera sopravvivenza, e viene data per scontata senza alcun riferimento o riverenza ogni qualvolta si considera l’evoluzione di qualsiasi organismo o specie. La parte di omeostasi riguardante il</span><b> “prevalere” </b><span style="font-weight: 400;">è più sottile, e raramente viene riconosciuta. Garantisce “</span><i><span style="font-weight: 400;">che la vita sia regolata entro un intervallo che, oltre a essere compatibile con la sopravvivenza, favorisce la prosperità e rende possibile una proiezione della vita nel futuro di un organismo o di una specie</span></i><span style="font-weight: 400;">.” </span><b>  </b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I</span> <span style="font-weight: 400;">sentimenti o emozioni sono informazioni: essi rivelano a ciascuna mente la condizione di vita all’interno dell’organismo, una condizione espressa lungo un intervallo che va da valori positivi a valori negativi. Un’omeostasi insufficiente è espressa da sentimenti ampiamente negativi; i sentimenti positivi esprimono invece livelli appropriati di omeostasi, e schiudono agli organismi opportunità vantaggiose . Sentimenti e omeostasi sono legati in modo stretto e coerente. Possiamo considerare le emozioni come i rappresentati mentali dell’omeostasi. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tratto dal Libro “lo strano ordine delle cose” di Damasio Antonio </span></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>La ricerca del significato della vita</title>
		<link>https://www.three60changemakers.it/spunti/la-ricerca-del-significato-della-vita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Marzia Iori]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Aug 2018 20:22:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spunti e Riflessioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Ci sono persone che hanno una predisposizione naturale fin dalla nascita nella ricerca e nel  riconoscere il significato della vita. &#160; Uno di questi è stato sicuramente Victor Frankl che trascorse un lungo periodo in una campo di concetramento. Durante la sua prigionia si focalizzò sulla ricerca di significato a causa di quanto gli stava capitando. Dal suo libro” Man&#8217;s...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4><span style="font-weight: 400;">Ci sono persone che hanno una predisposizione naturale fin dalla nascita nella ricerca e nel  riconoscere il significato della vita.</span></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;"><a href="http://www.three60changemakers.it/wp-content/uploads/2018/08/photo-1495344517868-8ebaf0a2044a.jpeg" rel="prettyPhoto[gallery-auZ5]"><img loading="lazy" class=" wp-image-2075 alignright" src="http://www.three60changemakers.it/wp-content/uploads/2018/08/photo-1495344517868-8ebaf0a2044a-183x300.jpeg" alt="" width="397" height="651" srcset="https://www.three60changemakers.it/wp-content/uploads/2018/08/photo-1495344517868-8ebaf0a2044a-183x300.jpeg 183w, https://www.three60changemakers.it/wp-content/uploads/2018/08/photo-1495344517868-8ebaf0a2044a-768x1262.jpeg 768w, https://www.three60changemakers.it/wp-content/uploads/2018/08/photo-1495344517868-8ebaf0a2044a.jpeg 1024w" sizes="(max-width: 397px) 100vw, 397px" /></a> </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Uno di questi è stato sicuramente Victor Frankl che trascorse un lungo periodo in una campo di concetramento. Durante la sua prigionia si focalizzò sulla ricerca di significato a causa di quanto gli stava capitando. Dal suo libro” </span><a href="https://www.amazon.it/Mans-Search-Meaning-Viktor-Frankl/dp/0807060100/ref=sr_1_2?ie=UTF8&amp;qid=1533829693&amp;sr=8-2&amp;keywords=man+search+for+meaning" target="_blank" rel="noopener"><b>Man&#8217;s Search for Meaning” </b><span style="font-weight: 400;">riportiamo  la seguente citazione</span></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><span style="font-weight: 400;">L</span><i><span style="font-weight: 400;">a ricerca del significato dell&#8217;uomo è la motivazione primaria della sua vita e non una razionalizzazione secondaria delle pulsioni istituzionali. Questo significato è unico e specifico in quanto deve e può essere adempiuto solo da lui : raggiunta questa comprensione profonda potrà dirsi soddisfatto.</span></i></h4>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>L&#8217;amigdala e le emozioni</title>
		<link>https://www.three60changemakers.it/spunti/lamigdala-e-le-emozioni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Marzia Iori]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Aug 2018 09:31:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spunti e Riflessioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Le emozioni hanno avuto un compito evolutivo molto importante per noi umani perchè attraverso la funzione specifica dell’amigdala https://it.wikipedia.org/wiki/Amigdala,  l’uomo primordiale ha potuto, ricordando eventi passati, reagire immediatamente al pericolo mettendo in atto strategie di fuga o di attacco. Tutt’ora l’amigdala ci avvisa prima ancora della corteccia cerebrale di eventuali pericoli o di eventi da noi percepiti tali,  per cui mette...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Le emozioni hanno avuto un compito evolutivo molto importante per noi umani perchè attraverso la funzione specifica dell’amigdala </span><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Amigdala" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-weight: 400;">https://it.wikipedia.org/wiki/Amigdala</span></a><span style="font-weight: 400;">,  l’uomo primordiale ha potuto, ricordando eventi passati, reagire immediatamente al pericolo mettendo in atto strategie di fuga o di attacco. Tutt’ora l’amigdala ci avvisa prima ancora della corteccia cerebrale di eventuali pericoli o di eventi da noi percepiti tali,  per cui mette in atto un sequestro della parte della corteccia cerebrale obbligandoci ad una reazione di fuga o di attacco molto forte. Questa funzione è stata fondamentale per la sopravvivenza del genere umano. Nei <a href="http://www.three60changemakers.it/wp-content/uploads/2018/08/lidya-nada-638316-unsplash.jpg" rel="prettyPhoto[gallery-g56G]"><img loading="lazy" class="alignleft wp-image-2070" src="http://www.three60changemakers.it/wp-content/uploads/2018/08/lidya-nada-638316-unsplash-212x300.jpg" alt="" width="446" height="631" srcset="https://www.three60changemakers.it/wp-content/uploads/2018/08/lidya-nada-638316-unsplash-212x300.jpg 212w, https://www.three60changemakers.it/wp-content/uploads/2018/08/lidya-nada-638316-unsplash-768x1086.jpg 768w, https://www.three60changemakers.it/wp-content/uploads/2018/08/lidya-nada-638316-unsplash-724x1024.jpg 724w, https://www.three60changemakers.it/wp-content/uploads/2018/08/lidya-nada-638316-unsplash.jpg 1024w" sizes="(max-width: 446px) 100vw, 446px" /></a>giorni d’oggi occorre però scindere i casi in cui la nostra vita è veramente in pericolo e quindi occorre agire o scappare,  dai casi in cui la nostra vita non è in pericolo ma l’amigdala funziona come se lo fosse.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Esempio all’ennesima attacco aggressivo di un collega dopo aver portato molto pazienza sui precedenti può succedere che abbiamo uno scatto di ira molto forte o una reazione spropositata al nostro agire normale questo è un classico esempio di sequestro dell’amigdala</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il primo segnale che stiamo per essere sequestrati si manifesta sul corpo con sensazioni di calore alle braccia e gambe, con la voce che non riesce ad uscire oppure se esce è sproporzionata, il nostro campo visivo si chiude e tutto il nostro corpo è in tensione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un pò di tempo fa mentre dormivo nella notte profonda fui svegliata da un rumore molto sottile che percepivo costante nei sogni. Alzando la testa scorsi nella camera di fianco alla mia un fascio di luce proveniente da una  lampada sul muro bianco. Capì immediatamente che si trattava di un ladro e mi misi a gridare così forte da svegliare l’intero stabile. Non solo, mi alzai e corsi dietro al ladro, che ovviamente era già velocemente sparito, uscendo dalla finestra da cui era entrato.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Lì io ebbi un sequestro dell’amigdala  . Quando arrivai in sala, frazioni di pochi secondi, il tempo che l’evento venisse elaborato dalla mia corteccia cerebrale realizzai quello che stavo facendo e l’entità della situazione . Cominciai quindi a tremare come una foglia e non riuscì più a spiaccicare parola per almeno 10 minuti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Da questa mia disamina e dal mio racconto si evince che le emozioni sono con noi giorno dopo giorno e a differenza di quanto culturalmente ci è stata insegnato non possono essere negate, perchè sono parte del nostro corpo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E’ come se noi avessimo mal di stomaco e volessimo per non sentire male toglierci lo stomaco. Questo non è possibile.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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